Sigarette peggio delle emissioni? Che cosa ha detto Bondi sull'Ilva

"Non ho mai detto, né scritto che "il tabacco fa più male delle emissioni dell'Ilva", come risulta precisato solo da alcuni giornali". Lo puntualizza il commissario di Governo per l'Ilva, Enrico Bondi, evidenziando che le emissioni inquinanti dello stabilimento Ilva di Taranto "hanno, a quanto risulta da indagini svolte in sede scientifica e dagli accertamenti disposti della magistratura, avuto rilevanti impatti anche sanitari". Del resto, ricorda, "sono stato chiamato, con un decreto legge che non ha precedenti in Italia, ad assicurare l'attuazione delle prescrizioni dell'Autorizzazione ambientale integrata e di altre misure di risanamento ambientale perche' la preoccupazione per tale stabilimento rimane alta". Volpi Taranto, dati impeccabili ma vecchi sui tumori
20 AGO 20
Immagine di Sigarette peggio delle emissioni? Che cosa ha detto Bondi sull'Ilva
"Non ho mai detto, né scritto che "il tabacco fa più male delle emissioni dell'Ilva", come risulta precisato solo da alcuni giornali". Lo puntualizza il commissario di Governo per l'Ilva, Enrico Bondi, evidenziando che le emissioni inquinanti dello stabilimento Ilva di Taranto "hanno, a quanto risulta da indagini svolte in sede scientifica e dagli accertamenti disposti della magistratura, avuto rilevanti impatti anche sanitari". Del resto, ricorda, "sono stato chiamato, con un decreto legge che non ha precedenti in Italia, ad assicurare l'attuazione delle prescrizioni dell'Autorizzazione ambientale integrata e di altre misure di risanamento ambientale perche' la preoccupazione per tale stabilimento rimane alta".
In un procedimento, avviato ben prima del commissariamento, spiega quindi Bondi, "è stato richiesto dalla Regione Puglia un parere all'Ilva su un'ipotesi di valutazione del danno sanitario. L'Ilva ha affidato l'elaborazione di tale parere a quattro docenti universitari. Ho ritenuto doveroso inoltrare tale parere, nel testo che mi era stato trasmesso, come contributo al procedimento avviato dalla Regione Puglia: tale parere tecnico non ha ovviamente alcuna incidenza ne' sulle iniziative ambientali in corso, né sul Piano di risanamento ambientale dell'Ilva che è in elaborazione e che terrà conto sia dei rischi ambientali che di quelli sanitari".
Tale Piano "è già impegnativo e richiede un quadro di riferimento certo e, possibilmente, un clima di lavoro e di collaborazione fra tutti i livelli istituzionali, indispensabile per fare dell'Ilva di Taranto uno degli stabilimenti piu' rispettosi dell'ambiente d'Europa".
Ma che cosa diceva il parere di Enrico Bondi?
I dati di mortalità per tumori nello studio Sentieri si riferiscono al periodo 2003-2009. L’incidenza e la mortalità per tumori riflette esposizioni che risalgono a un lontano passato. I tumori al polmone hanno una latenza di 30-40 anni, e riflettono, quindi, essenzialmente esposizioni dagli anni ’60 e ’70, o precedenti. A tal proposito è noto che a Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato più alto rispetto ad altre aree del Sud Italia, dove per ragioni economiche il fumo di sigaretta era ridotto fino agli anni ’70. Inoltre, tale eccesso era evidente a Taranto anche nei dati di mortalità negli anni Ottanta e Novanta, e non è quindi attribuibile a esposizioni recenti. L’unico tumore che è chiaramente in eccesso a Taranto è il mesotelioma pleurico La mortalità per tumore è elevata in città portuali e in generale in presenza di grandi impianti industriali in cui l’amianto è stato utilizzato nel passato. L’esposizione rilevante è quella avvenuta 30 o più anni prima dell’insorgenza della patologia. A Taranto la mortalità per alcuni tumori era già elevata negli anni Ottanta e Novanta per tre cause principali e ben note: il fumo, l’asbesto, causa del mesotelioma e presente in grandi quantità soprattutto nei cantieri navali, e la particolare condizione di zona deprivata.